Il comunicato del segretario provinciale Arcangelo Palmacci
Apprendere che la provincia di Latina – con i casi di Aprilia, Latina, Terracina (inchiesta denominata “Porta Napoletana”) e altri comuni del sud della provincia – venga accostata a fenomeni di infiltrazione camorristica e a legami tra politica e criminalità organizzata non può lasciare indifferenti.
È una ferita profonda alla dignità di un’intera comunità, composta in gran parte da cittadini onesti, lavoratori, giovani impegnati e amministratori corretti.
Ma è anche un segnale che non possiamo sottovalutare: richiede una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità collettiva.
Chiunque ricopra un ruolo pubblico – nelle istituzioni, nella politica o nell’associazionismo – ha il dovere di far sentire la propria voce, prendere posizione e pretendere verità e trasparenza.
Non possiamo far finta di nulla né accettare che l’illegalità venga considerata un fenomeno marginale o inevitabile.
La criminalità organizzata prospera nel silenzio, nell’opacità e nella contiguità.
Ogni zona grigia, ogni ambiguità, ogni legame sospetto tra politica e malaffare rappresenta una minaccia diretta alla democrazia.
Servono azioni decise: più controlli, maggiore trasparenza negli atti pubblici, formazione alla legalità e partecipazione civica.
Serve anche una politica capace di rigenerarsi, di selezionare le classi dirigenti con criteri rigorosi e di dare spazio a chi ha mani libere e schiena dritta.
Occorrono coerenza, scelte nette e comportamenti esemplari

