Il segretario nazionale Carlo Calenda, la segretaria regionale Valentina Grippo e il segretario provinciale Antonello Antonellis a Piedimonte San Germano per parlare della crisi del settore automobilistico
Nel 2017 lo stabilimento di Cassino produceva 135.000 auto. Quest’anno si chiuderà senza arrivare a 20.000.
Un calo drammatico, simbolo di un’industria che in Italia si sta lentamente spegnendo nell’indifferenza generale.
Nella giornata di ieri ci siamo recati a Cassino con il segretario nazionale Carlo Calenda, insieme ai rappresentanti sindacali, agli imprenditori dell’indotto, alla segretaria regionale Valentina Grippo e al segretario provinciale Antonello Antonellis, per ascoltare, confrontarci e capire come reagire insieme a una crisi che riguarda non solo un territorio, ma il futuro stesso della nostra manifattura.
Durante la visita, Carlo Calenda ha ricordato:
“Visitai questi impianti insieme a Sergio Marchionne quando si producevano 135.000 macchine, mentre quest’anno ne verranno prodotte meno di 20.000 e ci lavorano la metà delle persone. Bisogna mettere l’attenzione su quello che sta accadendo in Stellantis, perché altrimenti nel giro di due anni non avremo più un’industria automobilistica.”
Le parole di Calenda fotografano una situazione allarmante: migliaia di posti di lavoro a rischio, un intero indotto in difficoltà, e una politica industriale nazionale che fatica a dare risposte.
Non possiamo accettare che pezzi interi del nostro sistema produttivo scompaiano nel silenzio.
L’Italia deve tornare a credere nel lavoro, nella manifattura, nel futuro.
Azione continuerà a essere al fianco dei lavoratori, delle imprese e dei territori che chiedono politiche industriali serie, investimenti, e una visione strategica per riportare la produzione e l’innovazione al centro dello sviluppo del Paese.

