Attentato a Sigfrido Ranucci, la libertà di stampa non si difende solo con la solidarietà

L’intervento alla Camera della segretaria regionale Valentina Grippo per esprimere vicinanza al giornalista Sigfrido Ranucci e chiedere nuovi strumenti per proteggere chi informa da minacce e intimidazioni

Un atto criminale, vile e potenzialmente letale: così va definito l’attentato contro Sigfrido Ranucci.
Nell’esprimere solidarietà e vicinanza a lui, alla sua famiglia e a tutti i giornalisti d’inchiesta, la nostra segretaria regionale Valentina Grippo, relatrice generale per la tutela dei giornalisti al Consiglio d’Europa, ha ricordato che la libertà di stampa non si difende solo nei casi eclatanti, ma ogni giorno.

Nel febbraio 2024 la Camera ha approvato all’unanimità una mozione per la tutela della professione giornalistica e della libertà di informazione, con impegni precisi: dal contrasto alle cause temerarie al sostegno del pluralismo dell’informazione.
Molti di quegli impegni, però, sono rimasti senza seguito.

La solidarietà è importante, ma non basta: servono fondi dedicati, tutele quotidiane e strumenti concreti per proteggere chi informa da minacce e intimidazioni.

E c’è anche un’altra responsabilità: quella del linguaggio.
Quando le istituzioni definiscono “faziosi” o “delinquenti” i giornalisti che indagano sul potere, aprono una crepa nella democrazia.
E da quella crepa passano il sospetto, l’isolamento e, alla fine, la violenza.

Difendere i giornalisti significa difendere la democrazia.