La proposta di Azione: non solo controlli, ma qualità dello spazio pubblico, decoro e credibilità delle istituzioni.
Terracina, anche alla luce dei tre recenti episodi di furti e rapine che hanno coinvolto, fra l’altro, l’ex calciatore napoletano e l’ex vicesindaco, sta vivendo una crescente percezione di insicurezza che non può più essere ignorata.
Il problema non riguarda soltanto l’ordine pubblico, ma la progressiva erosione della fiducia dei cittadini nelle regole, nella presenza delle istituzioni e nella capacità della città di essere governata. È questa fragilità diffusa, più ancora dei singoli episodi, a far percepire oggi Terracina come una città meno sicura.
Non si tratta di fatti isolati, ma di un sentimento alimentato dall’accumularsi di segnali quotidiani. Presi singolarmente possono apparire marginali; nel loro insieme, però, restituiscono l’immagine di una città in cui le regole si indeboliscono e la presenza delle istituzioni appare meno visibile.
Atti vandalici, schiamazzi notturni, abuso di alcol e droghe, traffico caotico, sosta selvaggia e inquinamento acustico si inseriscono in un contesto urbano segnato da aree verdi trascurate, strade pericolose, marciapiedi dissestati, illuminazione insufficiente e arredi urbani non curati.
Nei mesi estivi la pressione turistica amplifica queste criticità. L’aumento delle presenze rappresenta una straordinaria opportunità economica, ma richiede una capacità di governo del territorio che oggi appare insufficiente. Il risultato è un equilibrio sempre più fragile tra residenti, attività economiche e flussi turistici, con un conseguente aumento del disordine urbano, del disagio sociale e del senso di abbandono.
Il degrado raramente nasce da un unico grande problema, ma è la somma di tante piccole disfunzioni quotidiane che, se trascurate, finiscono per diventare la normalità. Ed è proprio questa “normalizzazione del disordine” a generare sfiducia, esasperazione e, talvolta, tensioni tra cittadini, tra residenti e turisti e tra cittadini e istituzioni.
La percezione di insicurezza cresce soprattutto quando vengono meno due elementi fondamentali: controlli efficaci e regole applicate in modo uguale per tutti. Quando si diffonde l’idea che tutto sia consentito, o che le norme vengano applicate in modo discontinuo, si incrina quel patto di fiducia sul quale si fonda ogni comunità.
A questo si aggiunge la percezione di una guida politica debole. Quando le decisioni appaiono episodiche, prive di una visione e incapaci di tradursi in azioni concrete, la città sembra perdere direzione. E una città senza direzione è inevitabilmente anche una città meno sicura.
Emblematica è la vicenda della mozione sulla sicurezza approvata dal Consiglio comunale nel 14 ottobre 2025. In quell’occasione era stato delineato un percorso fatto di interventi concreti, rafforzamento dei controlli, maggiore coordinamento tra le istituzioni e coinvolgimento della comunità. Una scelta che aveva generato aspettative e fiducia e che riprendeva anche molte delle proposte che avevamo avanzato negli anni.
Eppure, a distanza di tempo, quella mozione è rimasta sostanzialmente inattuata. È diventata una promessa incompiuta, l’ennesimo atto che, pur approvato, non ha trovato concreta attuazione. Il danno non è soltanto amministrativo: è soprattutto un danno alla credibilità delle istituzioni e del Comune in specifico. Ogni impegno disatteso rafforza infatti l’idea che le decisioni pubbliche possano essere ignorate senza conseguenze.
Servono presidi visibili, piani straordinari di pattugliamento, una presenza costante delle forze dell’ordine nelle aree più sensibili, il rafforzamento della Polizia Locale e un migliore coordinamento tra tutti i soggetti chiamati a garantire la sicurezza. È altrettanto necessario coinvolgere operatori economici, gestori dei locali e commercianti nella costruzione di una cultura condivisa del rispetto delle regole e della convivenza civile.
Queste erano le principali misure contenute nella mozione approvata dal Consiglio comunale e, purtroppo, non sono mai state realmente attuate.
Ma, pur essendo indispensabili, questi interventi da soli non bastano.
La sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli: è anzitutto una condizione sociale. Nasce da una città viva, ordinata e curata, capace di generare relazioni positive e senso di appartenenza. Nasce quando gli spazi pubblici sono frequentati da famiglie, giovani, anziani, associazioni, attività culturali e commerciali. Nasce quando le istituzioni sono presenti non solo per sanzionare, ma anche per ascoltare, prevenire e accompagnare.
Una città che vive i propri spazi è una città che li protegge.
Il vero antidoto all’insicurezza è la fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni. La fiducia cresce quando l’amministrazione mantiene gli impegni, quando le regole vengono applicate con continuità ed equilibrio, quando la programmazione prevale sull’improvvisazione e quando i cittadini percepiscono una reale cura della città.
La sicurezza è sapere che qualcuno c’è.
È una strada illuminata.
È un marciapiede percorribile.
È un giardino pubblico curato.
È una panchina riparata.
È una biblioteca aperta.
È un anziano ascoltato.
È un giovane che trova spazi di aggregazione.
È un commerciante che non si sente solo.
È un cittadino che vede riconosciuto il proprio diritto a vivere in una città ordinata, decorosa e accogliente.
La cura del territorio e quella del tessuto sociale sono inseparabili. Non esiste sicurezza senza qualità dello spazio pubblico, né ordine senza comunità, né legalità senza fiducia.
Una città sicura non nasce soltanto da ordinanze o interventi repressivi. Nasce dalla continuità dell’azione amministrativa, dalla credibilità delle istituzioni, dalla manutenzione urbana, dalla partecipazione dei cittadini e da una visione politica capace di guardare oltre l’emergenza.
Serve una politica che non rincorra i problemi, ma sappia prevenirli; che programmi gli interventi, mantenga gli impegni e restituisca ai cittadini la fiducia nelle istituzioni.
Perché la questione decisiva è tutta qui: una città che perde fiducia è una città che perde sicurezza.
Al contrario, una città che ricostruisce la fiducia nelle istituzioni, nelle regole e nella propria comunità diventa una città più sicura, più coesa, più inclusiva e più capace di affrontare il futuro.
È questa la sfida che Terracina ha davanti. Una sfida che non può più essere rinviata.
Arcangelo Palmacci, responsabile locale Azione Terracina e segretario Provinciale Azione Latina

