Il caso Rieti descrive in microcosmo la caduta del settore auto italiana denunciata da Carlo Calenda. La reazione sindacale della Fiom CGIL locale e l’intervento delle istituzioni lanciano allarmi e chiedono rinvii e tavoli politici
La procedura di licenziamento collettivo avviata presso la Bdtronic di Rieti, azienda del gruppo tedesco Max Automation SE, riguarda 21 lavoratori su circa 61 dipendenti totali. (Rieti Life)
Le ragioni dichiarate dall’azienda sono collegate alla crisi del settore automotive, calo degli ordinativi, difficoltà della filiera e mercato internazionale competitivo.
Il caso ha rilievo paradigmatico delle contraddizioni e delle difficoltà del comparto nel suo insieme.
Nel primo semestre del 2025 di Stellantis, ad esempio, ha evidenziato un calo di produzione del 27% su base annua, con una contrazione ancora maggiore se si considerano solo le auto. (Everyeye Auto)
In questo quadro, Carlo Calenda, segretario nazionale di Azione, ha più volte puntato il dito contro l’inerzia del governo, l’assenza di una strategia industriale e le condizioni competitive sfavorevoli dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei. (Sky TG24): non si tratta di episodi, ma di una contrazione produttiva dovuta a fattori come il costo dell’energia, la competitività della filiera, la transizione tecnologica troppo rapida e la mancanza di una politica industriale coerente.
Lo stabilimento di Rieti è parte dell’indotto automotive e della componentistica, segmento fra i più vulnerabili nella crisi in atto.
Già il 10 ottobre 2025 all’annuncio della procedura di licenziamento è stata convocata l’assemblea dei lavoratori, il 17 ottobre l’assemblea ha proclamato lo stato di agitazione chiedendo «un vero piano industriale» e bocciando quello presentato come “piano di dismissione”. (Rieti Life)
Il 22 ottobre, durante l’incontro al Comune di Rieti, le organizzazioni sindacali hanno dichiarato: «Se non viene fermata, la procedura potrebbe preludere all’abbandono complessivo del territorio reatino». (Rieti Life)
Il 28 ottobre, l’azienda ha ribadito la conferma del piano: nessuna sospensione dei licenziamenti. (Rieti Life).
Durante l’incontro con i lavoratori e i sindacati, il Comune di Rieti ha manifestato preoccupazione:
«Durante l’incontro… abbiamo esposto all’Assessore Chiarinelli la profonda preoccupazione e il disagio che attualmente vivono le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie».
L’Amministrazione comunale ha concordato con i sindacati la richiesta di attivazione urgente di un tavolo regionale a sostegno della vertenza.
La vicenda della Bdtronic di Rieti rappresenta oggi una cartina di tornasole della crisi più ampia dell’automotive in Italia.
Come Azione proponiamo da tempo soluzioni a livello macro — dazi, politica industriale, filiera — ma nel contempo siamo accanto, a livello territoriale, alle richieste di mediazione che vengono dal sindacato che chiede risposte immediate: blocco dei licenziamenti, piano industriale, responsabilità aziendale, intervento istituzionale.
Le istituzioni locali stanno reagendo, ma la posta in gioco è alta: se il sito di Rieti dovesse chiudere o ridursi drasticamente, non solo le 21 famiglie verranno colpite, ma l’intera filiera locale e l’economia del territorio sembrano andare incontro a conseguenze pesanti sul medio periodo.

