Bagnaia, Palazzo Gallo tra Conservatorio e associazioni locali: due visioni di cultura a confronto

Il caso della sede del conservatorio Briccialdi di Terni presso la frazione Bagnaia di Viterbo.

Da gennaio 2025 è diventato “il caso Bagnaia”: da quando l’amministrazione comunale di Viterbo, nello specifico l’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, ha deciso di destinare palazzo Gallo, fino ad oggi centro dell’associazione “Amici di Bagnaia”, a sede distaccata del Conservatorio musicale Briccialdi di Terni. Gli abitanti del borgo sono divisi: alcune associazioni locali sono favorevoli all’iniziativa di Antoniozzi, mentre iscritti e simpatizzanti del circolo culturale che vorrebbero bloccare l’iniziativa.

In occasione della recente visita alla sede centrale del Conservatorio, la ministra Bernini ha sancito di fatto la decisione, visto che l’approvazione del ministero era il passo necessario all’apertura della sede distaccata.

Il disappunto dell’associazione, di cui si è fatto portavoce il presidente Aldo Quadrani, è specchio di uno “scippo” percepito: “Noi ci siamo infiltrati, abbiamo cominciato a risistemare le cose e poi l’amministrazione Michelini [di centro-sinistra, in carica a Viterbo dal 2013 al 2018, ndr.] ce lo ha dato in gestione. In parte è stato salvato e restaurato anche attraverso il contributo degli studenti dell’Università della Tuscia con la quale sei anni fa abbiamo stipulato una convenzione. E’ ancora in corso il restauro di alcuni affreschi”.

La sede del Conservatorio è un modo alternativo per valorizzare culturalmente il borgo e il territorio -attraverso la destinazione d’uso del suo manufatto più rappresentativo – rispetto a quello portato avanti fin qui dall’Associazione, e rispecchia un’idea diversa di cultura: la cultura ufficiale che aiuta il territorio a parlare col mondo contro la cultura popolare espressa dal territorio che può valorizzare le peculiarità del territorio attirando visitatori dal mondo.

“Non è necessario prendere una delle due parti, è auspicabile farle convivere” – afferma il commissario provinciale Luca Benni – “Da un lato infatti la crescita culturale portata da un’istituzione prestigiosa come il Conservatorio porta beneficio per tutto il territorio, magari difficilmente misurabile, ma sensibile nel medio periodo, dall’altro il turismo culturale promette creazione di valore aggiunto contenuta, ma più concentrata nel borgo e percettibile nel breve“.

E prosegue: “Per questo un metodo di decisione che prevedesse un coinvolgimento più attivo dei residenti sul territorio sembra una strada più faticosa, ma che sarebbe stato necessario intraprendere, magari anche pagando il prezzo politico – non esorbitante, in realtà – di ascoltare realtà locali già valorizzate da una giunta precedente”.